LA GROTTA ROMANELLI – Invito alla conoscenza e all’esplorazione

Giudizio
Percorso Impegnativo
Pericolosità Elevata
Presenza di Bambini Assolutamente Sconsigliato
Anziani Sconsigliato
Gruppi Sconsigliato
Singoli Sconsigliato
Accesso all’imboccatura Molto impegnativo – Solo Esperti con attrezzatura
Accesso alla cavità interna Vietata ed Impedita
Visibilità da Punto terra in sicurezza Quasi completa
Aspetti visibili all’esterno Antro principale e volta incisa
Visibilità da mare Buona

Escursione CONSIGLIATA a soli esperti e studiosi.

Si parte da Castro Marina per Santa Cesarea Terme lasciandosi alle spalle l’incrocio di accesso alla Zinzulusa. Appena finisce il breve tratto tortuoso pieno, alla vostra destra, di vegetazione e muretti di villette isolate e la vista si apre nuovamente sul mare, fermatevi su un piccolo piazzale a lato strada. Aiutatevi col il waypoint sulla strada pubblicato a lato. Si fa un piccolo percorso si andata e ritorno per portarsi a quota della volta della grotta (riconoscibile in quanto è il punto più arretrtato dell’insenatura e per il suo aspetto liscio e bancastro). Da questo punto serve aiutarsi con una piccola corda per calarsi, in sicurezza, per circa sei-sette metri aggrappati a delle brecce ossifere di inquietante stabilità. E’ questo il punto in cui un anziano studioso andrebbe aiutato. Siete ormai davanti all’imboccatura su ampio e comodo piano. L’ingresso della grotta, ampissimo, è chiuso da una solida cancellata. Quello che c’è da vedere lo potete vedere da fuori: la grotta, che sembra infilarsi in un piccolo cunicolo, in realtà termina dopo pochi metri. Si possono vedere da fuori i depositi di terra rossa portati dal vento all’interno della grotta, in parte scavati ed analizzati. Nel centro si vedono i più antichi piani di frequentazione sulla roccia calcarea (Marmitte). Nei depositi di terra rossa si intravedono, specie sulle sezioni di sinistra, una infinità di ossa di vari animali. Lo spettacolo comunque è sulla volta, tutta incisa con segni e disegni. E’ bene portarsi un telobiettivo, un binocolo e fare la visità con la luce del mattino che riesce a infilarsi nella grotta e radere le pareti.
Da mare si vede bene l’insenatura e parte dell’imboccatura della grotta. Si può tentare, nei giorni di mare calmo di sbarcare a terra, ma comunque serve una scaletta di almeno tre metri per accedere al piazzale del’imboccatura.
Se ci andate portate il massimo rispetto, evitate intemperanze e non lasciate nulla sul posto a ricordo della vostra presenza. Ogni danno finisce nel Codice Penale. La risalità è impegnativa e conviene farla per gradi.
Si sconsiglia la visita in gruppi numerosi e/o non motivati per l’eventuale presenza di soggetti con comportameneto non responsabile e/o consapevole del pericolo.
Cosa portarsi? La macchinetta fotografica per immortalare la bocca della grotta, l’insenatura con le sue falesie e la piccola Grotta detta Romanelli Piccola sul lato nord dell’insenatura. Un buon teleobiettivo per i graffiti sulla volta. Una corda robusta di almeno dieci metri. Un binocolo per osservare da vicino le incisioni. Fare la visita con la luce del mattino.
La visita guidata alla Grotta Romanelli non è svolta da nessun ente, organizzazione e/o privato. Viene aperta solo in particolari circostanze di controllo e di studio.

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Ad eccezione della Grotta Zinzulusa tutte le grotte sulla costa salentina sono di difficile accesso e, oltre alla passione, bisogna usare molta prudenza e perizia, nonchè attenersi scrupolosamente ai consigli presenti su questo sito. Il primo consiglio è, ovviamente, quello di contattare i gruppi organizzati che svolgono attività speleologica in Provincia per sapere se esiste la possibilità di una visita guidata. Per una visita turistica, invece, si consiglia un tradizionale ed affascinante percorso da mare possibilmente su un natante con guida personale.

Da Il Blog di Piazza Perotti – Territorio

Coordinate Geografiche
Latitudine 40 01 01,9 N
Longitudine 18 26 02,9 E
Altitudine 15 metri
Coordinate UTM
Quadrante 34T
Latitudine 2 81 011 E
Longitudine 44 32 895 N

Scarica il file Waypoint

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Brevi note.

Grotta Romanelli è molto importante nella storia degli studi preistorici perchè con la sua scoperta fu in modo definitivo accertata la presenza del Paleolitico superiore in Italia a lungo negata dagli studiosi.

GLI UOMINI DELLE TERRE ROSSE – Nelle “terre rosse” di Grotta Romanelli furono rinvenuti strumenti di pietra (raschiatoi) attribuibili al Musteriano. Con il termine “Musteriano” si intende la cultura che nel Paleolitico medio (120.000-40.000 anni fa) si diffonde in tutta Europa. Autore ne è l’uomo di Neanderthal, che si estingue all’inizio del Paleolitico superiore (40.000-35.000 anni fa), lassciando il posto all’uomo anatomicamente moderno con il quale non ha avuto scambi genetici.

GLI UOMINI DELLE “TERRE BRUNE” – Nelle “terre brune” furono rinvenuti strumenti litici, ossei e pietre incise attribuibili al “Romanelliano”, che è un aspetto del Paleolitico superiore finale italiano (circa 10.000 anni fa). Oltre agli strumenti vennero alla luce tre scheletri umani insieme ad altre ossa sparse. Gli uomini delle “terre brune” erano uomini anatomicamente moderni che arrivarono in Europa verso i 35.000 anni fa dall’Africa, dove ebbero origine tra 100.000 e 200.000 anni fa.
L’ARTE NEL PALEOLITICO SUPERIORE – Grotta Romanelli ha restituito pietre incise con una grande varieta di motivi, cronologicamente parallele all’industria romanelliana. Con il Paleolitico superiore (40/35.000  – 10.000 anni fa) nascono le prime manifestazioni artistiche eseguite dall’uomo moderno su oggetti (arte mobiliare) o su pareti di grotte (arte parietale). I motivi rappresentati sono soprattutto animali con accanto altri segni. Alla fine del Paleolitico superiore diventano più rare le figure naturalistiche a vantaggio di disegni fatti di linee o di soggetti schematici come animali dal profilo sommario.
Si tratta in gran parte di composizioni lineari e geometriche, tra le quali compaiono i cosiddetti nastriforrni con L’estremità a ciuffo o ad occhiello. Più scarsi i soggetti animali, spesso con il corpo campito da linee. Un’unica pietra è dipinta con file sovrapposte di segni a forma di pettine. Sulle sue pareti, inoltre, è la figura di un bovide con altre figure fusiformi o ovali e fasci di linee verticali e oblique.
Grotta Romanelli è molto importante nella storia degli studi preistorici perchè con la sua scoperta fu definitivamente accertata la presenza del Paleolitico superiore in Italia a lungo negata da studiosi come il Pigorini. Le prime esplorazioni risalgono al 1900 ad opera di Paolo Emilio Stasi. Con gli scavi di Gian Alberto Blanc si mise in luce la stratigrafia completa della grotta, che ebbe due momenti di frequentazione: uno nel Paleolitico medio (Musteriano – strato G) 1’altro nel Paleolitico superiore (Romanelliano – strati E-A)

LA STRATIGRAFIA

A -E) Formazione superiore di “terre brune” datata in un arco di tempo tra i 10.640+/-100 (strato D) e 9.880+/-100 (strato A) anni fa.

F) Velo stalagmitico datato a 40.000 anni fa.

G) Formazione argillosa di “terre rosse”

H) Stalagmite datata a 69.000 anni fa.

I) Pietrame a spigoli vivi.

K) Spiaggia tirreniana.

L) Roccia di base

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La relazione di Pasquale De Lorentiis sulla Grotta Romanelli in formato .pdf, ancora oggi abbastanza esaustiva, sulle ricerche dei primi anni ’90.

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Antonio LAZZARI

La preistoria Salentina e Grotta Romanelli
da Almanacco Illustrato “Terra d’Otranto” compilato da Clodomiro Conte.
Volume II – 1932 – Pagg. 274-279
Lecce – Tipografia Ed. Vincenzo Conte

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AA.VV. – GROTTA ROMANELLI NEL CENTENARIO DELLA SUA SCOPERTA (1900-2000)

Anno e mese di pubblicazione: 2003

Pagine 217 brossura 21×30 illustrato b/n Atti del Convegno Castro 6/7 ottobre 2000

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Le Celebrazioni nel Centenario della Scoperta