19 Giugno 2011 in Blog, Genealogia, Territorio

i Panaro a Castro

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Completata la sgrossatura dei Panaro, il cui cognome è arrivato in Castro circa una ventina d’anni prima dell’Unità d’Italia. Pubblico il diagramma con qualche rifinitura ancora da fare per qualche confronto.
La ricerca, in generale, prosegue principalmente col metodo di creare un reticolato di supporto costituito dagli ascendenti e dai discendeti che portano un cognome “raro”, quali appunto i Panaro, i Valguarnera, Ciullo, Fedele, Boscaglia, Pilon e Antonelli. Questi cognomi hanno il pregio di rappresentare capostipiti della metà dell’800 i cui discendenti non hanno contratto matrimoni nel loro interno ma si sono consolidati con unioni tra cognomi indigeni e sopratutto tra gli stessi nuovi cognomi. Su questa trama facilmente identificabile e certa, si stanno sovrapponendo le grosse aree più antiche e differenziate dei cognomi locali (Fersini, Ciriolo, Lazzari, Rizzo, ecc..).

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I Panaro hanno appunto questa particolarità riscontrabile nei nuovi cognomi di non presentare matrimoni al suo interno ma di essersi legati a pressoché tutti i cognomi locali più comuni.

Il capostipite è Vito, l’età potrebbe essere quella di un garibaldino, e pare che il figlio Filadelfio raccontasse di un ammutinamento a Napoli durante il servizio militare per aggregarsi a Garibaldi. Potrebbe essere venuto in Puglia alla fine dell’avventura. Altri sostengono la tesi della provenienza albanese. Anche questo potrebbe essere un equivoco derivato dalla presenza di una nuora del capostipite originaria di Poggiardo con cognome Albanese (Santa). La seconda fase della ricerca si incaricherà di risolvere questi dubbi non appena si avrà una sufficiente strutturazione di tutto quello che la semplice memoria degli abitanti può portare a galla. Ricordo che la consultazione dei tanti stati di famiglia non è per niente agevole se non si costruiscono preliminarmente delle mappe sufficientemente strutturate come si sta facendo in questa fase.

Vito sposa una Coluccia (Sabbatina) il cui nome di battesimo si è perso. I figli più importanti dal punto di vista genetico sono Salvatore, Filadelfio e Santo Paolo Vito. Antonio Gabriele noto come Ntoni Lia sposato con un’Abbondanza non avrà figli, mentre Andrea sposato con la poggiardese Albanese Santa, pure loro sterili decideranno di crescere in famiglia una bambina, Cesira Fedele, che da allora sarà ricordata come la Cesira de Mescia Santa essendo la madre adottiva appunto maestra sarta.

Da Salvatore, sposato con una donna di Torchiarolo, verrà fuori il ramo dei Panarielli, formato pricipalmente dal figlio Gabriele, da cui ancora Salvatore (+Pilon), Vittorio (+Ciriolo), ecc. e poi ancora il turno dei Gabrieli, ecc. fino ai bisnipoti attuali ancora col nome di battesimo preservato di Salvatore.

Filadelfio si sposa con l’unica figlia di Mariano Valguarnera, Bartolina, nome ancora conservato in Castro. L’altra figlia di Mariano, Angela, andrà a sposarsi ad Uggiano La Chiesa.  Se nella discendenza di Salvatore troviamo nomi di battesimo come Esterina o Settimia, in quella di Filadelfio (anch’esso ricordato ma non propagato) troviamo chicche come Germano, che a sua volta chiamerà una figlia Fiorentina. Giuseppa si sposerà due volte con fratellastri di cognome diverso.

Dal terzo fratello, Santo Paolo Vito il caso opposto di Gemma, figlia che sposa in seconde nozze un vedovo (Fersini Bernardino), il più famoro Ancileddru, padre di Torero.




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